15 ago – Roma: A casa…

Siamo arrivati alla fine di quest’avventura. Ci alziamo con comodo e prepariamo gli zaini. Dobbiamo lasciare la stanza prima di mezzogiorno, ma la signora, gentilmente, ci offre di lasciare gli zaini lì, fino alla nostra partenza, così non andiamo in giro con il peso sulle spalle. Usciamo di casa e imbuco la cartolina, poi andiamo a Messa, è l’Assunzione! Alla messa di mezzogiorno ci sarebbe il Botafomeiro (in pratica un coso enorme che sparge incenso appeso al soffitto della cattedrale e che viene fatto oscillare da energumeni), ma sinceramente, non credo sia un grande spettacolo. Ce ne andiamo a fare shopping, è ora di comprare qualche souvenir. Incontriamo, di nuovo, gli amici di Granada e insieme a loro andiamo a visitare un museo che altrimenti non avrei mai conosciuto, dedicato al libro di Alejandro Perez-Lugin “Casa de la Troya“. Non preoccupatevi, niente di sconcio, solo un cognome e una storia di studenti. Andiamo a mangiare kebab tutti insieme, poi un giretto e poi ci salutiamo. Noi andiamo a recuperare le nostre cose alla pensione e ad aspettare l’autobus per l’aereoporto. Solite ore di attesa e finalmente ci imbarchiamo. Il volo è il peggiore che abbia mai fatto, non per il pilotaggio, ma per il personale di bordo. Scontrosi e scorbutici come pochi. Se poi ci aggiungiamo che devono aver capito da poco come funziona il microfono, e che quindi ne abusano per propinare chissà quale affare condendo l’annuncio con improponibile ironia e cattivo gusto, il quadro è completo. Inutile tentare di dormire, i ding-dong si susseguono come caramelle. Getto lo sguardo fuori dal finestrino. Piove, e vedere i lampi di notte dall’alto è affascinante. Rifletto sui fotografi di lampi. Ma come fanno? Forse provano a caso finché non ne beccano uno o esiste un modo per capire quando il lampo sta per cadere (e dove)? Non so, tanto dall’aereo, con il finestrino di mezzo, è impossibile provarci. Finalmente arriviamo a Ciampino. Neanche saluto le donne in divisa blu. Stavolta non se lo meritano. Ci attendono mamma e papà. Sono le 23, ma la mamma è sempre la mamma e sono venuti a prenderci con il camper, così ceniamo a Ciampino. Dopo un lungo viaggio, arriviamo a casa. Il tempo di posare gli zaini e siamo a letto. Da domani ricomincia il trambusto.

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2 risposte a 15 ago – Roma: A casa…

  1. mars ha detto:

    Con un po’ di ritardo ho letto quest’ultimo post… ops!
    Dalle mie rudimentali conoscenze di fotografia ricordo che per immortalare un lampo bisogna posizionare la macchina fotografica in una postazione fissa (es. cavalletto), poi si imposta la posa B (quella con un tempo di esposizione molto lungo che si usa quando c’è poca luce) e si preme un pulsante di scatto a comando remoto nel momento in cui viene giù uno o più fulmini. E’ lo stesso procedimento che si fa anche per quelle foto-cartolina notturne dove si vede una città e le strade colorate da strisce luminose lasciate dalle macchine che passavano…

  2. joevanni ha detto:

    In effetti, avevo pensato ad una soluzione del genere, anche se resta più affascinante il fotografo zuppo d’acqua che tenta di scattare una foto al volo ad un lampo…ma è sicuramente poco pratico!

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